FILARIOSI-1

È una malattia parassitaria provocata dalla Dirofilaria Immitis, un nematode (verme tondo) che può colpire tutti i mammiferi carnivori. In particolare, il cane è la specie domestica di gran lunga più interessata dal problema mentre più rari sono i casi con coinvolgimento di gatti o furetti.
FILARIOSI-3
Storicamente individuata soprattutto lungo il percorso del fiume Po, la diffusione della filariosi si è progressivamente estesa negli ultimi venti-trent’anni fino ad interessare in modo significativo l’intera pianura padana, luogo ideale per lo sviluppo del vettore di questa malattia, la zanzara. E’ infatti mediante la puntura di questo fastidioso insetto che avviene la trasmissione delle forme larvali del parassita: le cosiddette microfilarie rimangono nel circolo sanguigno per circa 80-120 giorni (con la possibilità di ”contagiare” altre zanzare) per poi dare origine al verme adulto, localizzandosi a livello cardiaco (in particolare ventricolo destro ed arteria polmonare).
La presenza di un maschio e di una femmina adulti nello stesso animale ne consente l’accoppiamento con generazione di nuove microfilarie.
Anche la zanzara tigre (Aedes albopictus), presente nella nostra regione ormai da diversi anni, può trasmettere l’infestazione e per la sua particolare biologia (è in grado di pungere anche durante il giorno) ha provocato una estensione temporale del rischio di trasmissione, un tempo strettamente limitata alle ore notturne.
Le dimensioni raggiunte a conclusione dello sviluppo, 12-17 cm per il parassita maschio e fino a 30 cm per la femmina, unite alla delicata natura del tessuto in cui si trovano e al fatto che il cuore di un cane può ospitare anche fino a cinquanta parassiti adulti, aiutano a comprendere i potenziali danni che si possono verificare e, come vedremo in seguito, i rischi che possono nascondere le terapie nei soggetti infestati.
Le lesioni che si possono sviluppare a livello di arterie, parete cardiaca, tessuto polmonare (polmoniti croniche, enfisema), epatico e renale possono mettere a serio repentaglio la vita dei nostri amici a quattro zampe.
I sintomi più frequenti sono tosse, difficoltà respiratorie, ridotta tolleranza all’esercizio fisico, soffi cardiaci, diminuzione dell’appetito e del peso corporeo. La diagnosi può essere facilmente eseguita in qualunque ambulatorio veterinario mediante la ricerca delle microfilarie su una goccia di sangue al microscopio e degli antigeni dei vermi adulti con un test sierologico.
Un aspetto assai importante da considerare è il rischio associato ai protocolli terapeutici utilizzati contro la filariosi: l’uccisione dei parassiti a livello cardiaco, infatti, ne provoca la liberazione nel circolo sanguigno con il conseguente rischio di embolia ed alterazioni della coagulazione che possono portare anche fino alla morte dell’animale. Il riposo e l’utilizzo di farmaci antiinfiammatori ed anticoagulanti prima, durante e dopo l’attuazione della terapia filaricida sono in grado di ridurre la probabilità di queste conseguenze, ma il pericolo rimane soprattutto nei soggetti infestati da molti parassiti adulti.
La zanzara punge un animale infetto ingerendo le forme larvali della Filaria (Microfilarie).
Le Filarie adulte maturano nel cuore e iniziano a produrre Microfilarie facendo ripartire il ciclo.
Le microfilarie si evolvono in larve infestanti all’interno FILARIOSI-2 della zanzara e vengono trasmesse ad un cane sano tramite la puntura, esse si localizzano nel circolo sanguigno fino a raggiungere il cuore.
Sulla base di queste considerazioni, si può dire senza ombra di dubbio che mai come in questo caso la prevenzione della malattia rappresenta la scelta più sicura. A questo scopo esistono sul mercato vari tipi di prodotti con diversi intervalli e tipologie di somministrazione (compresse, spot-on, iniettabili) che permettono al proprietario di scegliere la modalità più congeniale per il proprio cane sulla base dei costi e della praticità. Effettuare la profilassi, soprattutto nel periodo primaverile-estivo (noi consigliamo da aprile a novembre), significa non solo proteggere il proprio cane, ma anche eliminare la possibilità che esso possa fungere da serbatoio di parassiti, causando l’infestazione di altri animali. Ogni veterinario, da parte sua, dovrebbe essere tenuto ad informare tutti i proprietari di cani e non solo di tutti i rischi di una malattia tanto semplice da prevenire quanto problematica e costosa da curare.